Scuola, sorvegliare e punire
Una scuola ossessionata dagli «sbocchi occupazionali» e dal «successo formativo» – misurato nell’assenza di bocciature e fuori corso – soffoca l’autonomia didattica e il pensiero critico, lasciando studenti e docenti in balìa di una burocrazia punitiva che impedisce l’innovazione e l’adattamento.
Secondo Cacciari, ieri su La Stampa, la politica italiana ha abdicato al suo compito fondamentale di nutrire e liberare l’intelletto dei giovani, riducendo la scuola a un mero “nec-otium” al servizio del mercato e di indicatori burocratici che soffocano il pensiero critico e l’autonomia formativa (Cacciari, 2025). Egli avverte che questa ossessione per gli sbocchi occupazionali e il “successo formativo” misurato in assenza di bocciati e ritardi, oltre a deprimere la meritocrazia e la creatività dei docenti, lascia gli studenti impreparati alle rapide trasformazioni sociali e tecnologiche.
1. Riferimenti:
Cacciari, Massimo. “Educare è liberare, ma la politica lo ignora. Folle la scuola che insegue il sistema produttivo.” La Stampa, 28 luglio 2025, https://www.lastampa.it/editoriali/lettere-e-idee/2025/07/28/news/educare_e_liberare_ma_la_politica_lo_ignora_folle_la_scuola_che_insegue_il_sistema_produttivo-15248970/.
