Non tutti i dazi vengono per male...
Forse il bicchiere è mezzo pieno (persino con i dazi di Trump)
A volte serve uno scossone, sgradevole, per svegliare un sistema troppo abituato alla propria inerzia. In questo articolo su Il Foglio (qui su PressReader) leggo che i dazi americani — anziché solo un danno — potrebbero rappresentare un’opportunità storica per l’Europa.
Dice: non per diventare protezionisti, ma per diventare finalmente adulti: più autonomi sul piano energetico, più rapidi nel prendere decisioni comuni, meno dogmatici sull’innovazione e sul mercato.
Forse serviva davvero una provocazione esterna per rompere il circolo vizioso della lamentela e del rimpianto di quest'Europa.
Il bicchiere mezzo pieno, insomma, non sta nei dazi in sé ma nella reazione che potrebbero innescare: una scossa a un’Europa spesso paralizzata tra procedure e buonismi astratti o pronta a scaricare sui capi espriatori delle cattive multinazionali americane la propria incapacità di creare un ambiente favorevole alle imprese. È un invito a smettere di recitare il ruolo della vittima e iniziare a pensarsi come soggetto politico.
Si lo so, fanno male, i dazi. Così tanto male che, forse, a noi ci fanno bene. Che è un po’ la specialità della casa, in Europa.
